La Scuola

 

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La Scuola Materna“Vittorio Emanuele II” ha il pregio di essere il primo “asilo infantile” di tutto il Piemonte, sorto in Torino, nell’area presso la Porta palatina.

Fu fondato dal Re Carlo Alberto nel 1838 a favore delle famiglie povere di questa zona.
Successivamente venne ampliato dal Re Vittorio Emanuele II, di cui porta il nome.
Attualmente la Scuola Materna è gestita, con competenza e professionalità, dal Sovrano Militare Ordine di Malta.

In quanto “Scuola dell’Infanzia”:

· aderisce alle Norme generali dell’Istruzione fissate dalle Leggi della Repubblica

· presenta forme di partecipazione democratica alla gestione

· non ha scopo di lucro

· è soggetta ai controlli esterni degli organismi a ciò prefissati

· pubblica il bilancio

· ha in servizio Insegnanti con i titoli richiesti di abilitazione all’insegnamento.

 

Identità pedagogica

Anche la nostra scuola si ispira ai principi della Scuola cattolica e persegue, quale finalità generale, l’ educazione integrale della personalità di ogni bambino che le viene affidato.
La scuola infatti, quale ambiente educativo, accoglie il bambino e gli offre, in clima materno, l’incontro e lo scontro con situazioni nuove, la possibilità di rapporti con persone che la pensano diversamente; nello stesso tempo favorisce l’aggregazione di piccoli gruppi, il contatto con la natura e con gli ambienti della città, la lettura dei messaggi verbali e non verbali.
Il bambino ha quindi l’opportunità di essere condotto a definire progressivamente i tratti della sua singolare umanità.
Il luogo pedagogico è costituito dai campi di esperienza, verso cui la scuola presterà particolare attenzione. Essi sono infatti gli ambiti dell’agire e del fare del bambino, e ne favoriscono lo sviluppo nelle sue varie dimensioni:

  • · motorie
  • · cognitive
  • · affettive
  • · sociali
  • · morali
  • · religiose

Continuità educativa – componenti

La continuità educativa è assicurata dall’impegno per una visione globale e interattiva delle varie componenti della scuola.
I bambini vengono considerati “soggetto attivo” e impegnati in un processo di continua interazione con i pari, gli adulti, l’ambiente, la cultura.
I genitori sono riconosciuti, quali sono in realtà, i primi educatori dei propri figli.
I docenti sono componenti centrali della scuola e costituiscono le figure di riferimento flessibili, ma stabili e autorevoli.
l personale ausiliario collabora e condivide il progetto educativo nell’ambito del proprio ruolo.
Organi di partecipazione

  • Comitato di gestione della scuola
  • Collegio docenti – Consiglio di intersezione
  • Rappresentanti dei genitori di ogni sezione
  •  Assemblea dei genitori
  • Commissione di continuità

Modello organizzativo

  1. Si richiede all’insegnante la capacità di stare con i bambini, di entrare in sintonia con loro, di comprenderli, di acquisire informazioni sul loro ambiente familiare e sociale di provenienza, di considerare le loro doti e le difficoltà, di registrare i progressi negli apprendimenti e nei comportamenti sociali.
  2. Si rilevano le caratteristiche significative della complessità dell’attuale società multietnica, multiculturale, multiconfessionale per valorizzare le diversità. Si organizzano strategie finalizzate all’uguaglianza delle opportunità educative, modellate sui ritmi di sviluppo e sugli stili di apprendimento di ogni bambino.
  3. Nella programmazione si puntualizzano i momenti interni delle varie sequenze didattiche, che consentono di individualizzare le proposte educative e i percorsi di apprendimento.
  4. Si tiene presente l’esigenza del bambino di sperimentare un rapporto affettivo valido, gratificante, quotidiano e continuativo. Una scuola che non si limita esclusivamente ad un programma di sviluppo intellettivo, ma rappresenta un luogo di vita che interagisce con i genitori coinvolgendoli nella progettazione educativa e valorizzandone la partecipazione responsabile.
  5. Nella programmazione dettagliata si terrà conto dell’ambiente considerato come realtà in cui il bambino vive, ricerca, scopre, sperimenta. Ambiente “affettivo naturale”, nel quale il bambino matura, fin dai primi anni, i valori fondanti per una concezione equilibrata e serena della persona, del mondo, della realtà, della società, del rapporto con Dio.
  6. L’ambiente verrà anche considerato come proposta di vita, inteso come insieme di persone, gruppi, comunità, avvenimenti dai quali si può astrarre un insegnamento, un esempio qualificato di vita, uno stimolo verso il bene e verso i valori in genere.
  7. L’integrazione degli handicappati costituisce un punto fermo ed una conquista di civiltà. Occorre l’impegno di tutti affinché l’handicappato riesca a trovare nella scuola gli spazi e i tempi idonei alla valorizzazione e alla promozione della sua intenzionalità. La scuola deve garantire a tutti gli alunni di attuare le loro potenzialità attraverso metodi e didattiche che tengono conto delle valenze individuali e sociali.
    Collegialità e rapporti esterni alla scuola

Il lavoro dei vari operatori della nostra scuola si esplica nell’impegno personale e nella collegialità ai diversi livelli della sezione, dell’intersezione, della scuola e del Circolo.
La collegialità è l’anima di un autentico progetto educativo. Si avrà cura di instaurare un buon rapporto, un dialogo costruttivo e una efficace collaborazione con le altre Scuole Materne presenti sullo stesso territorio o sui territori limitrofi.
Per garantire la continuità educativa e didattica, la scuola materna mantiene rapporti costanti con la famiglia nonché con gli asili nidi da cui provengono i bambini e le scuole elementari del territorio.
Come pure si cercherà di stabilire un chiaro e aperto rapporto con le Direzioni didattiche, nell’ambito della libertà istituzionale, del pluralismo scolastico-educativo e della prevista vigilanza del direttore Didattico.